L’alimentazione sana è alla base del benessere dell’organismo. Andrea De Cinti, biologo nutrizionista, ci espone le proprie idee in merito ad un’alimentazione equilibrata, che tenga conto di intolleranze, allergie, ma anche stili di vita.

Dr. Andrea De Cinti

Dr. Andrea De Cinti

Conoscere meglio il paziente è naturalmente un aspetto fondamentale per indirizzare meglio i consigli nutrizionali. Qual è la sua esperienza e il suo approccio scientifico a tale proposito?
Per un Nutrizionista l’approccio scientifico è fondamentale per elaborare un Piano Alimentare adeguato alle esigenze nutrizionali: l’anamnesi, il livello di attività fisica, le diagnosi mediche e gli esami ematochimici sono sicuramente i pilastri di una valutazione nutrizionale, tanto quanto la comprensione dello stile di vita e del rapporto che la Persona ha con il cibo lo sono per aumentare l’aderenza allo stesso.
Qual è la sostanziale differenza tra intolleranza al glutine e celiachia?
La celiachia è una vera e propria patologia autoimmune, nella quale il sistema immunitario scatena la propria reazione contro un tessuto del nostro corpo, anziché contro un agente patogeno. Come tutte le patologie autoimmuni, è caratterizzata da una predisposizione genetica (esistono profili genetici a maggiore e minore rischio), da un periodo di latenza più o meno lungo, e da un evento scatenante. Un trauma, un’infezione o un momento di forte stress innescano la reazione immunitaria, definita dalla presenza di anticorpi specifici che porta all’appiattimento dei villi intestinali.L’intolleranza al glutine può essere tanto la fase precoce della celiachia, quanto un problema a se stante, semplicemente legato all’abuso, rispetto alla propria soglia di tollerabilità, di cereali contenenti questa proteina.
Perché la diagnosi precoce è fondamentale per assicurare benessere all’organismo?
L’importanza di una diagnosi precoce è chiara se si pensa che, secondo alcune stime, circa il 70% dei celiaci viene diagnosticato tardi o mai; questo perché i sintomi possono essere aspecifici (mal di testa, dolore o gonfiore addominale, mal assorbimento e deperimento, ma anche macchie dentarie, ipertransaminasemia e sovrappeso) e di varia entità. La diffusione di test di prima istanza (o autocontrollo) può indirizzare la Persona, sempre sotto la guida di un Professionista, ad affrontare prima e meglio sia la patologia in sé, che tutte le conseguenze che questa può portare. Infatti, rispetto alla popolazione generale, una Persona celiaca è più predisposta, per esempio, a carenze nutrizionali, patologie infiammatorie, altre patologie autoimmuni, problematiche cardiache e metaboliche.
Quale educazione alimentare deve associarsi al momento della definitiva diagnosi della celiachia?
E’ bene chiarire due concetti fondamentali: innanzitutto che, al momento, l’esclusione totale del glutine dalla dieta è l’unico modo per far regredire i sintomi e ridurre l’incidenza di patologie correlate alla celiachia e, secondo poi, che anche le contaminazioni possono causare problemi, pur in assenza di sintomi evidenti, perché continuano a stimolare il sistema immunitario. Questo dovrebbe essere chiaro, non soltanto alla Persona interessata ed a parenti, genitori o “care giver” (che si occupano di preparare i pasti), ma anche agli addetti alle mense, ristoratori, pasticceri, baristi ecc., che, malgrado una sempre maggiore attenzione a questi aspetti, non sempre tengono in sufficiente conto queste regole basilari e a volte approcciano con leggerezza le richieste di Persone affette da celiachia, intolleranze ed allergie alimentari.

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