Per molto tempo ci si è chiesti se la sensibilità al glutine esista o meno. Essere sensibili al glutine comporta l’insorgere di sintomi simili alla celiachia senza, però, esserne affetti.

Un recente studio effettuato a Brescia da un gruppo di ricercatori si è posto come obiettivo quello di indagare l’effettiva esistenza della sensibilità al glutine. A tal scopo, sono state reclutate 35 persone, in precedenza ricoverate in ospedali civili di Brescia per problemi intestinali, che autonomamente hanno deciso di seguire una dieta priva di glutine da almeno sei mesi.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi. Ai membri di un gruppo è stato consegnato un sacchetto contenente farina con glutine, ai membri dell’altro è stata data farina aglutinata. Per i primi dieci giorni, i pazienti dovevano inserire nella propria dieta il contenuto del sacchetto ricevuto. I partecipanti erano stati anche istruiti a tenere un diario alimentare molto dettagliato, prendendo nota di tutti i sintomi che avrebbero accusato durante la giornata (dolori addominali, gonfiore, nausea…). Allo scadere dei 10 giorni è seguito un periodo di due settimane in cui i soggetti sono ritornati alla loro abituale dieta senza glutine. Nei dieci giorni successivi, i pazienti che nella prima fase avevano consumato farina con glutine, hanno ricevuto farina senza glutine e viceversa. Alla fine dello studio, ai soggetti è stato chiesto di individuare quale dei due sacchetti contenesse glutine.

I risultati registrati hanno evidenziato come 1/3 dei soggetti soffriva effettivamente di sensibilità al glutine. I restanti 2/3, invece, non erano stati capaci di indicare correttamente la farina con glutine. Ciò può indicare l’esistenza di sensibilità ad altre componenti della farina oltre che al glutine, come le sostanze FODMAP, che si trovano non soltanto nei cereali ma anche in altri cibi (latte, mele…). Da tener presente anche l’effetto nocebo: chi ritiene di mangiare qualcosa di dannoso per il proprio organismo, manifesta i sintomi anche se gli è stato somministrato un placebo. Infine, il 17% dei soggetti non ha accusato alcun tipo di sintomo.

In conclusione, la sensibilità al glutine esiste ed è una patologia accertata anche se è molto meno diffusa di quanto si creda. I suoi confini indefiniti, inoltre, la rendono sfuggente e ne consegue una certa difficoltà nell’inquadrare e riconoscere il disturbo.