Oltre alla celiachia, la medicina riconosce altre due patologie inerenti l’assunzione di frumento: l’allergia al frumento, che è una classica allergia alimentare, e la sindrome del colon irritabile, che colpisce 10 persone su 100 ed è comunemente conosciuta come “colite”. Chi ne soffre può debellare i sintomi seguendo una dieta priva di FODMAP, acronimo che sta per Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili (sostanze che si trovano non soltanto nei cereali ma anche in tantissimi altri cibi, come latte, mele e cipolle).

Di recente, però, un numero sempre maggiore di persone accusa sintomi simili a quelli della celiachia e afferma di stare meglio seguendo diete aglutinate, pur risultando negativi al test e non mostrando alcuna predisposizione genetica. Nel 2011 è stato coniato un nuovo termine per indicare questa condizione: Non-Celiac Gluten Sensitivity o sensibilità al glutine.

Ma esiste davvero la sensibilità al glutine?

A chiederselo è stato un gruppo di ricercatori, guidato da Peter Gibson, della Monash University di Melbourne in Australia. Nel 2011 il gruppo ha sottoposto 34 pazienti, che presentavano i sintomi della sensibilità al glutine e che autonomamente seguivano una dieta priva di glutine, ad un esperimento. I soggetti sono stati suddivisi in due gruppi a cui è stato chiesto di mangiare ogni giorno un muffin e due fette di pane forniti dai ricercatori. Il pane e i muffin consegnati ad un gruppo contenevano glutine, mentre quelli dati all’altro gruppo ne erano privi.

L’esperimento è durato sei settimane. In questo periodo 9 pazienti, distribuiti tra i due gruppi, hanno abbandonato la sperimentazione per l’insorgere di sintomi gravi. Tra i rimanenti, chi aveva ingerito glutine stava peggio di chi, invece, non l’aveva assunto. Ciò ha portato i ricercatori ad affermare l’esistenza della sensibilità al glutine.

Tuttavia la scarsità del campione analizzato, assieme alle critiche ricevute, ha spinto Gibson e il suo gruppo a ritornare sull’argomento. Due anni dopo, 37 pazienti con sintomi da sensibilità al glutine sono stati sottoposti ad una dieta senza glutine e priva di FODMAP sotto il controllo degli sperimentatori. I soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi. Dopo una settimana di dieta uguale per tutti, ai tre gruppi sono state somministrate, per due settimane, quantità diverse di glutine (molto o poco) o un placebo. Tutti i partecipanti hanno beneficiato della dieta senza glutine e FODMAP, ma solo l’8% ha manifestato chiari sintomi dopo l’assunzione del glutine.

La sensibilità al glutine, dunque, esiste e riguarda una piccola percentuale di persone. La maggior parte dei soggetti che dichiara di essere sensibile è, molto probabilmente, influenzata dall’effetto nocebo: chi ritiene di mangiare qualcosa dannoso per l’organismo, manifesta i sintomi anche se gli è stato somministrato un placebo.